VISTO PER STUDIO NEGATO DALL’AMBASCIATA D’ITALIA A RABAT: DOPO IL RICORSO AL TAR LO STUDENTE OTTIENE IL VISTO

Post by: Avvocato Fabrizio Bloise
06/11/2026 19:43

Si è conclusa positivamente la vicenda di un giovane studente marocchino. L’Ambasciata d’Italia a Rabat gli aveva negato il visto di ingresso per motivi di studio, pur essendo regolarmente ammesso al corso di laurea in Informatica dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale per l’anno accademico 2026/2027.

Con il provvedimento di diniego, notificato il 2 settembre 2026, l’Amministrazione aveva ritenuto insussistente il requisito economico. Lo studente, assistito dall’avv. Fabrizio Bloise, ha impugnato il diniego davanti al TAR Lazio e ha chiesto misure cautelari urgenti, perché le lezioni erano già iniziate il 28 settembre.

Con decreto cautelare monocratico n. 5662/2026 del 13 ottobre 2026 (R.G. 10738/2026), il Presidente della Sezione Quarta Bis ha accolto l’istanza. Secondo il Tribunale, l’Amministrazione non pare aver valutato correttamente la documentazione economica già prodotta in fase procedimentale. Ha inoltre riconosciuto il pregiudizio per lo studente, dato che le attività didattiche erano già in corso. Il TAR ha quindi sospeso il diniego e ha ordinato all’Ambasciata di riesaminare la domanda entro venti giorni, tenendo conto dei rilievi e dei documenti depositati con il ricorso.

A seguito del decreto, l’Ambasciata d’Italia a Rabat ha riesaminato la pratica e il 22 ottobre 2026 ha rilasciato allo studente il visto nazionale di tipo D per studio/immatricolazione, valido per un anno e per ingressi multipli. Lo studente può ora raggiungere l’Italia e frequentare il corso.

«Questo risultato dimostra che il diritto allo studio non può fermarsi davanti a una valutazione frettolosa dei documenti», commenta l’avv. Fabrizio Bloise. «Ogni anno molti giovani stranieri vengono ammessi nelle nostre università, ma rischiano di perdere l’anno accademico per un diniego del visto non adeguatamente motivato. Il diritto allo studio, tutelato dall’art. 34 della Costituzione, riguarda anche chi sceglie l’Italia per formarsi. L’Amministrazione deve esaminare con attenzione la documentazione prodotta, a partire da quella economica. Quando questo non avviene, la tutela cautelare davanti al TAR resta lo strumento più efficace per garantire allo studente di iniziare il percorso universitario in tempo. Siamo felici che il nostro assistito possa finalmente sedersi in aula insieme ai suoi compagni.»

Il caso conferma l’importanza della tutela cautelare davanti al giudice amministrativo quando il tempo è decisivo, come nei visti per studio legati all’inizio dell’anno accademico. Un diniego fondato su una valutazione incompleta dei requisiti può essere superato in poche settimane, senza che lo studente perda l’anno.

Avv. Fabrizio Bloise 

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