NON BASTA UNA SEMPLICE NOTIZIA DI REATO PER NEGARE LA CITTADINANZA ITALIANA: IL TAR LAZIO ANNULLA IL DINIEGO

Post by: Avvocato Fabrizio Bloise
03/07/2026 15:55

Una semplice notizia di reato, priva di riscontri e mai sfociata in un procedimento penale o in una condanna, non può essere sufficiente a giustificare il diniego della cittadinanza italiana, soprattuto quando, come nel caso di specie, la P.A. non dimostra eventuali indagini o condanne penali nei confronti del richiedente. Lo ha stabilito  il TAR Lazio con la sentenza n. 11318 del 2026, accogliendo il ricorso proposto, tramite lo studio dell'avvocato Fabrizio Bloise, da un cittadino di origine albanese.

L'amministrazione aveva respinto l'istanza di cittadinanza sostenendo che nel 2022 fosse stata iscritta una notizia di reato nei confronti del richiedente. Tuttavia, una volta ricevuto il provvedimento di rigetto, il ricorrente ha impugnato la decisione davanti al TAR, evidenziando di essere pienamente integrato nel tessuto sociale italiano e, soprattutto, che nei suoi confronti non risultava alcun procedimento penale pendente.

Nel corso del giudizio, l'avvocato Fabrizio Bloise ha dimostrato come il certificato dei carichi pendenti e il casellario giudiziale fossero completamente privi di annotazioni. Inoltre, la Prefettura non è mai stata in grado di documentare l'effettiva esistenza dell'iscrizione nel registro degli indagati, né ha prodotto alcun elemento idoneo a dimostrare l'esistenza di indagini o di condanne a carico del ricorrente.

Il TAR ha ricordato che il procedimento di concessione della cittadinanza è certamente caratterizzato da un'ampia discrezionalità amministrativa. Tuttavia, tale discrezionalità non può trasformarsi in arbitrio: ogni decisione deve essere sorretta da un'istruttoria completa, da fatti concreti e da una motivazione adeguata, sindacabile dal giudice amministrativo sotto il profilo dell'illogicità, dell'irragionevolezza e del difetto di istruttoria.

Nel caso specifico, con la sentenza in commento,  il Collegio ha rilevato un comportamento particolarmente censurabile da parte dell'Amministrazione. Nonostante un'ordinanza istruttoria con la quale il TAR aveva ordinato di produrre la documentazione necessaria per dimostrare la presunta notizia di reato, il Ministero dell'Interno non ha mai depositato gli atti richiesti, né ha fornito spiegazioni sulla mancata produzione della documentazione.

Al contrario, il ricorrente ha prodotto certificati aggiornati dai quali emergeva l'assoluta assenza di carichi pendenti e di precedenti penali. Il TAR ha quindi ritenuto che l'Amministrazione non avesse assolto all'onere di dimostrare i fatti posti a fondamento del diniego, valorizzando anche il principio di collaborazione processuale previsto dall'art. 64 del Codice del processo amministrativo.

La pronuncia rappresenta un importante richiamo ai principi di legalità, trasparenza e buon andamento dell'azione amministrativa: la cittadinanzaitaliana  non può essere negata sulla base di meri sospetti o di notizie di reato mai dimostrate, ma solo all'esito di un'istruttoria seria, completa e rispettosa delle garanzie del cittadino.

Avv. Fabrizio Bloise

Scarica qui il provvedimento

CONTATTAMI

Chat on WhatsApp
 Per quale motivo ci stai contattando?