DECRETO FLUSSI: IL LAVORATORE HA DIRITTO AL PERMESSO DI SOGGIORNO ANCHE SE IL DATORE DI LAVORO SI RIFIUTA DI ASSUMERLO. LO AFFERMA IL TAR CAMPANIA
Importante pronuncia del TAR Campania in materia di Decreto Flussi: con l'ordinanza cautelare n. 1863/2026 il Tribunale ha ribadito che il lavoratore straniero in buona fede non può subire le conseguenze dell'inadempimento del datore di lavoro.
Nel caso esaminato, il cittadino straniero, che nelle more del procedimento era già riuscito a evitare la convalida dell'espulsione grazie a un separato giudizio, sempre patrocinato dall’Av.v Fabrizio Bloise, si rivolgeva nuovamente al predetto legale dopo aver appreso della revoca del proprio permesso di soggiorno.
Il difensore, dopo aver ottenuto tutela dinanzi al giudice competente in materia di espulsione, impugnava anche il provvedimento di revoca del permesso di soggiorno davanti al TAR Campania, evidenziando come la mancata sottoscrizione del contratto di lavoro non fosse in alcun modo imputabile al lavoratore, bensì all'inerzia del datore di lavoro, successivamente risultato irreperibile e con la società posta in liquidazione.
Nel ricorso veniva inoltre dimostrato che il lavoratore aveva nel frattempo regolarmente svolto attività lavorativa presso un diverso datore di lavoro, circostanza idonea a comprovare il suo concreto inserimento nel tessuto lavorativo e sociale italiano e la sua assoluta buona fede.
Il TAR Campania ha condiviso integralmente la tesi difensiva sostenuta dall'Avv. Fabrizio Bloise, affermando che:
" non può andare a detrimento del lavoratore in buona fede la mancata assunzione da parte dell’azienda che ha sottoscritto il contratto di soggiorno attesa la documentata successiva circostanza dello stato di messa in liquidazione della stessa; il ricorrente ha documentato di aver svolto attività lavorativa con altro datore, circostanza che, come da giurisprudenza della Sezione, andava considerata dall’amministrazione in ossequio al principio di ragionevolezza e favor per il lavoratore in buona fede ai fini del rilascio del titolo di soggiorno utile; Ritenuto, pertanto, di accogliere l’istanza cautelare”
Questa decisione rappresenta un importante precedente a tutela di tutti quei lavoratori stranieri che, pur avendo rispettato ogni adempimento previsto dal Decreto Flussi, si vedono penalizzati, una volta entrati in Italia, da condotte imputabili esclusivamente ai datori di lavoro.
La legalità non può fermarsi davanti all'irreperibilità o all'inadempimento del datore di lavoro: chi è entrato in Italia nel rispetto delle regole e ha dimostrato la propria buona fede ha diritto a essere tutelato. Nessun lavoratore deve perdere il proprio futuro per colpe che non gli appartengono.
Avv. Fabrizio Bloise